San Giovanni Galermo

Mauro Rapisarda 2026

San Giovanni Galermo

100 anni con Catania: Storia, Protagonisti e Trasformazioni di un Antico Casale Etneo





1. Introduzione e Inquadramento Geografico

Situato in una posizione privilegiata a nord-ovest di Catania, San Giovanni Galermo funge da naturale cerniera tra il caos urbano del capoluogo e il respiro solenne delle pendici meridionali dell'Etna.

Le sue radici affondano in un passato profondamente rurale, dove per secoli la vita è stata scandita dai ritmi di un'agricoltura generosa: una distesa di vigneti, uliveti e agrumeti che conferiva al borgo un'identità forte e autonoma, pur mantenendo un legame vitale con la vicina città.

Figura 1: Le turrette

Il Paesaggio delle "Turrette"

Il vero segno distintivo di questo territorio, tuttavia, è scolpito nella pietra lavica. San Giovanni di Galermo è noto per i suoi archi d'ingresso realizzati in pietra lavica, risalenti all'epoca romana.

Nelle contrade Coccio, Pompeo, Mangione e Stocco, il paesaggio è punteggiato dalle turrette: monumentali costruzioni a secco che possono raggiungere l'incredibile altezza di 12-13 metri. Queste strutture erano il frutto di una faticosa opera di bonifica chiamata "carriari i petri", un lavoro corale che coinvolgeva persino i bambini.

Architetture di Necessità e Ingegno

  • Base abitativa: fondamenta solide per piccole dimore.
  • Essiccatoi naturali: terrazze per far essiccare fichi d'india, pomodori e mandorle.
  • Punti di vedetta: per sorvegliare i campi dai pastori di passaggio.

2. Le Origini: Tra Archeologia e Leggenda

Un Viaggio nel Tempo tra Fede e Archeologia

Il territorio è un palinsesto di storia, dove testimonianze antiche si fondono con la devozione cristiana e memorie medievali.

Il Cuore Sotterraneo: La Grotta di San Giovanni

La prova più antica è la Grotta di San Giovanni, un ipogeo romano nato come luogo pagano o sepolcro, divenuto poi rifugio sicuro per i primi cristiani durante le persecuzioni. Ancora oggi, la Chiesa Madre è popolarmente conosciuta come la "Chiesa sopra la grotta".

Figura 2: La grotta

Figura 3: Proserpina e Plutone nella grotta

Figura 4: Rifugio durante i bombardamenti della II GM

Figura 5: Il letto di S. Giovanni Battista

Il Mistero di Sant'Agata: Galermo o Palermo?

La tradizione narra che Sant'Agata cercò rifugio tra queste terre per sfuggire al proconsole Quinziano. La sua famiglia possedeva qui una dimora estiva, identificata da alcuni presso la "cisterna dei Manganelli", da altri nella "Casa Bertuccia" (un antico Pretorio romano).

Figure 6, 7, 8, 9: La vita e la cattura di Sant'Agata tra Casa Bertuccia e la Cisterna

L'Enigma dei Manoscritti

Tutto nasce da un errore di trascrizione: i manoscritti citavano un rifugio a "Palermo vicino all'Etna". Poiché il capoluogo non è vicino al vulcano, è certo che i monaci confusero Galermo con Palermo. Nel 1601, Papa Clemente VIII istituì una commissione per risolvere la disputa, ma il verdetto rimase sospeso.

3. L'Enigma del Nome: Crocevia di Culture

Il termine "Galermo" ha diverse origini proposte:

Origine Araba

Da Balad al-Garam, "Paese delle Grotte", o Halah-el-mo, luogo sacro.

Origine Normanna

Legata alla devozione per il Battista o corruzione del nome "Guglielmo".

Origine Classica

Dal latino Panhormus o legato al mito di Plutone e Proserpina.

Una Storia di Resilienza

La tempra di Galermo è stata forgiata dalle prove del fuoco: nel 1669 la colata lavica dei Monti Rossi lo distrusse parzialmente. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la grotta tornò a essere rifugio sicuro per la popolazione dai bombardamenti.

La Chiesa Madre: Scrigno di Fede e Arte

Fondata nel 1571, la Chiesa di San Giovanni Battista ha visto evoluzioni incredibili. Nel 1669 la statua del Santo fu salvata dalla lava e il velo di Sant'Agata fu portato in processione per fermare l'eruzione

 

4. L'Autonomia Comunale (1820-1926)

Il 1820 segnò una svolta decisiva per il borgo: grazie alle riforme amministrative del Regno delle Due Sicilie, la comunità ottenne ufficialmente lo status di comune autonomo. Questa indipendenza non fu un privilegio passeggero, ma una condizione che il paese seppe difendere e consolidare anche dopo la nascita del Regno d'Italia nel 1861.

Per oltre un secolo, il borgo visse una vera e propria stagione di autodeterminazione istituzionale. L'istituzione di una propria giunta, guidata da un sindaco e sostenuta da un consiglio comunale, permise una gestione fiscale diretta e una pianificazione del territorio cucita sulle reali necessità dei suoi abitanti.

Fu proprio in questo lungo periodo di autonomia che si cristallizzò quell'identità forte e fiera che ancora oggi distingue la memoria storica locale.

 

5. La Figura di Giuseppe Poidomani

Un ruolo centrale nel progresso del borgo fu ricoperto dal Prefetto Giuseppe Poidomani (1872-1971). Funzionario di Stato di alto profilo, Poidomani scelse Galermo come proprio rifugio, dedicandosi instancabilmente al suo sviluppo.

Le Grandi Opere per la Comunità
Grazie al suo impegno, il borgo vide la realizzazione di infrastrutture fondamentali:
• Infrastrutture: promosse la sistemazione delle strade interne e la creazione della "strada nuova" verso San Pietro Clarenza.
• Servizi: introdusse l'illuminazione elettrica e istituì il servizio di autobus (SITA) per collegare il paese al centro di Catania.
• Sicurezza e Salute: risolse i problemi di approvvigionamento idrico e ottenne l'apertura di una locale stazione dei Carabinieri.

Per questi meriti, Poidomani ricevette la cittadinanza onoraria.

6. Dalla Soppressione all'Espansione Moderna


ll destino amministrativo di San Giovanni Galermo mutò definitivamente negli anni Venti del Novecento:
1. l'aggregazione (1926): nel quadro delle politiche di accentramento del regime fascista, molti piccoli comuni furono soppressi. Fu lo stesso Poidomani a farsi promotore dell'unione con Catania, consapevole che le limitate risorse del piccolo comune non avrebbero permesso ulteriori progressi. Il decreto ufficiale di soppressione e aggregazione al Comune di Catania risale al 1926.
2. la Trasformazione Urbana: a partire dagli anni Sessanta, l'espansione edilizia di Catania ha trasformato l'antico borgo agricolo in un quartiere urbano integrato. Questo processo ha comportato una riduzione delle superfici agricole a favore di un incremento dell'edilizia residenziale e di una crescita demografica significativa.