Visita ai confrati non più autosufficienti
   
 
Le Origini
Lo Statuto La divisa della Confraternita Rito di accoglienza e vestizione dei nuovi confratelli

Foto 'Vestizione' 2016
La Cappella sociale dei confrati
La Confraternita di oggi la recita teatrale dei confrati Gli ulivi del Santo La Statua del Battista Il Fercolo


 
Le Origini

Fin dal 1580 il popolo di San Giovanni Galermo, allora detto, “Casale di Galermo” ha voluto adunarsi nella compagnia San Giovanni Battista oggi chiamata “Confraternita San Giovanni Battista” per regolare la propria condotta di vita secondo gli insegnamenti del Patrono, le regole della Confraternita sono state racchiuse in un libro Statuto che porta la stessa data del 1580. Detto Statuto, in seguito e precisamente il 27 Ottobre 1842, sotto il regno di Ferdinando II° Re delle due Sicilie, fu riveduto ed aggiornato e la Confraternita, come ente morale, fu soggetta alle leggi civili e all’Autorità dello Stato. Successivamente con Decreto Reale n° 407 del 16 Gennaio 1939 veniva decretato il passaggio definitivo della Confraternita dall’Autorità Civile all’Autorità Ecclesiastica; l’articolo 29 del concordato stabiliva che le Confraternite aventi scopo esclusivo e prevalente di culto dipendono dall’Autorità Ecclesiastica per quanto riguarda il funzionamento e l’amministrazione e sono veri e propri enti ecclesiastici. All’epoca a capo della Confraternita era un Presidente che vigilava nel rispetto delle norme statutarie, un 1° Assistente ed un 2° Assistente, poi un Segretario che formulava i verbali delle riunioni, ed un Cassiere per la gestione contabile della Confraternita.

Il 9 Giugno del 1939 il Vicario Generale della Curia Arcivescovile di Catania comunicava al Presidente in carica il passaggio della Confraternita San Giovanni Battista di San Giovanni Galermo all’Autorità Ecclesiastica e l’Arcivescovo contestualmente nominò il 1° Assistente Ecclesiastico e Cappellano nella persona del Reverendo Sac. Orazio Lombardo, che fù il primo Assistente Spirituale della Confraternita nonché primo Parroco della Chiesa Madre.

Il Primo Assistente Spirituale della Confraternita

Nato a San Giovanni Galermo il 01/08/1902 deceduto a San Giovanni Galermo il 14/10/1986, Padre Lombardo fu ordinato Sacerdote il 25 Ottobre del 1925 da sua Eminenza il Cardinale Francica Nava, con lui cessa la serie dei Vicari Forani, ed inizia la vita della Parrocchia giuridicamente riconosciuta dallo Stato Italiano; Egli spese la sua vita e la sua esistenza per il benessere della Parrocchia e dei suoi parrocchiani, una bella figura del passato che ha svolto la sua missione sacerdotale nella più completa semplicità ed è stato per tutti i sangiovannesi: Padre, Fratello, Consigliere ed Amico ma soprattutto grande devoto del Battista; fu durante la sua direzione pastorale che venne costruito un grandioso altare con sovrastante cameretta per il Santo Patrono San Giovanni Battista, progetto realizzato dall’Ing. Ignazio Garra tra il 1943 e il 1944, al termine della 2° guerra mondiale. Oggi le Sue spoglie mortali riposano all’interno della Chiesa Madre dove ha vissuto ed esercitato per più di sessantanni il suo ministero sacerdotale. Tanti documenti dell’archivio della Confraternita portano la sua firma.

Lo Statuto

Il 18 Giugno del 1939 il Governatore in carica convoca l’assemblea generale dei confrati che ha come unico punto all’ordine del giorno la comunicazione ai confrati del passaggio della Confraternita per quanto riguarda il funzionamento e l’amministrazione, dall’Autorità Civile all’Autorità Ecclesiastica. In seguito a questi fatti lo Statuto che portava le regole della vita della Confraternita fu regolamentato secondo il codice di diritto canonico, discusso articolo per articolo dall’Assemblea ed approvato definitivamente. L’ultimo aggiornamento dello Statuto risale al 1995, ed è quello attualmente in vigore.

 

 

 

 

 

La divisa della Confraternita

La Confraternita San Giovanni Battista di San Giovanni Galermo trae origine dal Sacro Ordine Gerosolimitano militare di Malta prima ed al Sacro Sovrano Ordine di Malta dopo, il più antico ed illustre degli ordini cavallereschi cristiani, la cui attività era dedita all’assistenza ospedaliera ed ai pellegrini; lo stemma è la Croce di Malta azzurrina in campo nero, mentre la secolare divisa così come era d’obbligo indossarla fin dall’inizio prevedeva:

 

 

 

 

 Le disposizioni sulla vestizione e quant’altro riguardava tutto il cerimoniale per l’ammissione e la vestizione dei confrati sono riportate in un libro, oltre lo Statuto, del 1750 scritto in ogni sua parte in stampatello a mano. Il libro così recitava: il fine per il quale si deve entrare nella compagnia è quella di capire che essendo questa terra luogo di passaggio, si deve amare e servire Dio e far penitenza dei propri peccati, soddisfare l’offesa Maestà di Dio, aiutato in questo dalla gran Madre di Dio, da San Giovanni Battista e dall’esempio e conforto dei fratelli di questa compagnia. Quelli che desiderano entrare nella compagnia di San Giovanni Battista, prima parleranno con il Maestro dei Novizi e questi, li proporrà segretamente al Governatore ed ai Consiglieri i quali per due o tre volte si informeranno e daranno carichi ai fratelli di informarsi della loro vita professione e costumi, se si troveranno in età minore di 18 anni o iscritti ad altre compagnie o cacciati perché inquieti o perché pubblicamente di mal costume, o implicati in qualche furto, o perché bestemmiatori, o perché giocatori. Se non saranno tali con il parere dei fratelli si potranno ammettere al numero dei novizi e prima della “raccolta delle noci” saranno avvertiti dal Padre Cappellano del fine per il quale vogliono entrare.

Con il “canto del tedeum” di ringraziamento, il nuovo fratello riceveva il bacio del Governatore dei Consiglieri e dei Confrati, diventando a tutti gli effetti un fratello della Compagnia.

 

Rito di accoglienza e vestizione dei nuovi confratelli

Accoglienza

La processione della confraternita entra dall'ingresso principale della chiesa:

- la croce portata da un confrate apre la processione;

- un altro confrate segue portando il lezionario che verrà poggiato su l'ambone dopo essere stato  mostrato all'assemblea;

- il nuovo confrate, preceduto dalla croce e dal lezionario è affiancato dal padrino (un confrate anziano) farà l'ingresso della chiesa, indossando solamente il sacco bianco ed il cingolo; 

- a seguire tutti gli altri confrati più anziani;

- quindi il Governatore con i due Assistenti;

Il nuovo confrate verrà sistemato nella prima fila dei banchi e, accanto, il padrino che nelle fasi successive lo assisterà nella vestizione.

La celebrazione

Dopo la liturgia della parola il Governatore chiamerà per nome il nuovo confrate, il quale alzandosi dal proprio posto, uscirà dal banco, si posizionerà insieme al padrino davanti all'altare e risponderà: "Eccomi".

- Il Governatore chiederà allora al Celebrante che il nuovo confrate venga accolto nella confraternita San Giovanni Battista utilizzando le seguenti parole:

"Reverendo Padre, in qualità di Governatore pro tempore, chiedo che questo nuovo fratello venga accolto ed inserito nella Confraternita San Giovanni Battista".

- In relazione a questa richiesta, il celebrante interrogherà il Governatore chiedendo: "Sei certo che ne sia degno?"

- Il Governatore a questa domanda risponderà: "dalle informazioni raccolte presso i confrati, i parenti, gli amici e la comunità e secondo il loro giudizio posso attestare con serenità che nè è sicuramente degno".

- Il Celebrante allora soggiungerà: "con l'aiuto di Dio, di Gesù Cristo e la protezione di San Giovanni Battista accogliamo questo nostro fratello come confrate nella Confraternita San Giovanni Battista in San Giovanni Galermo".

- L'Assemblea tutta risponderà: "rendiamo grazie a Dio".

- Segue la benedizione della divisa sociale da parte dell'Assistente Spirituale della Confraternita.

La vestizione

Durante la vestizione il Governatore spiega all'Assemblea tutta il significato degli indumenti che compongono l'uniforme della nostra Confraternita:

  1. Il sacco bianco è il simbolo della grazia;

  2. il cingolo è il simbolo dell'umiltà;

  3. il berretto nero è il simbolo dell'obbedienza;

  4. il mantello è il segno della carità;

  5. la croce al petto testimonia la fede in Cristo e la carità verso i fratelli bisognosi;

  6. il medaglione idenifica l'appartenenza alla Confraternita che porta il nome del Santo Patrono.

- Conclusa la vestizione, il Celebrante abbraccerà il NeoConfrate seguito dal Governatore dagli Assistenti e dal Padrino.

 - Per finire il neoconfrate e subito dopo, il Padrino leggeranno rispettivamente un atto di giuramento di vita cristiana e di devozione al nostro Santo Patrono ed un atto di impegno ad assistere il nuovo confrate nel suo nuovo cammino confraternale.

Continuando la celebrazione della messa si pregherà con particolare riferimento al nuovo confrate.

 

La cappella sociale dei confrati

I confrati hanno realizzato a loro spese e con notevoli sacrifici economici una cappella sociale nel piccolo cimitero locale di San Giovanni Galermo. Gestiscono la pietosa opera funerea, orgogliosi di poter restare nel loro stesso territorio anche quando i loro giorni sono compiuti.

Una notevole e pia usanza era che essendo la maggior parte dei sangiovannesi iscritta alla pia Associazione e non essendoci in paese mezzi di trasporto funebri i confrati rendevano omaggio ai confratelli scomparsi trasportandoli a spalla e accompagnandoli fino al cimitero locale assieme a tutta la Comunità Parrocchiale. Suonava all’epoca la campana della chiesa che con i suoi rintocchi a martello avvisava della scomparsa di un confrate e contestualmente chiamava a raccolta i confrati per partecipare alla cerimonia funebre e quindi l’accompagnamento al cimitero locale anche a costo di notevoli sacrifici, a tale proposito fu inserito un articolo nello Statuto sociale che obbligava l’accompagnamento funebre ai fratelli scomparsi. Chi non partecipava veniva multato severamente. Con l’unione di San Giovanni Galermo al Comune di Catania il servizio di trasporto veniva effettuato dal Comune ma i confrati in segno di rispetto continuavano ad accompagnare a piedi come in processione i loro confratelli finoall’ultima dimora.

Da alcuni decenni è stato abolito questo articolo dello Statuto, ma i confrati adottano altri segni di rispetto soprattutto con i confrati più anziani che non possono partecipare alle varie attività della Confraternita, tutto il direttivo si impegna ad andarli a trovare in occasione delle festività natalizie o pasquali o quando se ne presenta la necessità.

La Confraternita di oggi

La Confraternita San Giovanni Battista pur continuando a mantenere le tradizioni ereditate dal passato, in questi ultimi anni ha cercato di portare delle innovazioni con degli obiettivi ben definiti che la vedono impegnata nel volontariato sociale, nell’aggregazione con le altre Confraternite e nelle attività culturali.

Il Consiglio Direttivo non trascura i confrati ammalati o quanti hanno bisogno di un conforto morale, organizza delle raccolte nell’ambito del Quartiere di alimenti e denaro in occasione del Natale da destinare alla Caritas Parrocchiale per le famiglie più bisognose; organizza delle gite verso luoghi di culto, per conoscere usi e tradizioni di gruppi riuniti sotto il nome del Battista; i confrati assieme alle loro famiglie vivono anche momenti di aggregazione all’interno della Parrocchia in occasione dello scambio degli auguri per le festività natalizie e pasquali e poi l’attività di catechesi con l’Assistente Spirituale oggi Don Giuseppe Catalfo. La Confraternita, ha sempre avuto lo scopo, come evidenzia lo Statuto, di contribuire alla formazione di una coscienza cristiana sia mediante la pratica religiosa, sia attraverso il culto, limitazione e la venerazione del Santo Patrono, con un particolare impegno nel sociale e senza perseguire scopi di lucro.

I confrati partecipano con molto senso di devozione alle processioni del “Venerdì Santo, del Corpus Domini” e da diversi anni un altro appuntamento importantissimo nel mese di Novembre, l’Incontro Pastorale Diocesano di tutte le Confraternite con L’arcivescovo della Diocesi nella solennità di Cristo Re; iniziato e fortemente voluto dall’allora Arcivescovo di Catania S.E. Mons. Luigi Bommarito, consolidato e proseguito dall’attuale Arcivescovo di Catania S.E. Mons. Salvatore Gristina, dove tutte le Confratenite della Diocesi di Catania si riuniscono in preghiera in un punto centrale della città per poi proseguire in processione sino alla Cattedrale per la solenne concelebrazione eucaristica; da tutto ciò ne scaturisce un confronto ed uno scambio sull’espressione devozionale, da intendere come rafforzamento della fede, aumento dei legami sociali ed una condivisione di momenti lieti.

La recita teatrale dei confrati

Da qualche anno i confrati hanno deciso di riprendere l’antica tradizione della recita teatrale all’aperto in occasione della festa. Fino agli anni ’60 veniva organizzata la sera del 29 Agosto in occasione della ricorrenza del “Martirio del Battista”; mentre adesso si svolge in occasione dei festeggiamenti di Giugno, dove attori e attrici della stessa Confraternita, senza fini di lucro cercano di recuperare la vecchia tradizione e contestualmente essere motivo di aggregazione per tutta la Comunità Parrocchiale.

 

Gli ulivi del Santo

Sin dal 1849 ad oggi la Confraternita amministra e coltiva per beneficio di culto al Santo, alcuni alberi di ulivo secolari sparsi nei bordi delle strade del Quartiere che servivano e servono con il ricavato della vendita dell’olio a finanziare i festeggiamenti annuali. A questo proposito è degno di nota ricordare che proprio qualche anno fa, essendo state realizzate ad opera dell’Amministrazione Comunale di Catania “due rotonde” grandissime all’ingresso di San Giovanni Galermo, per cercare di ovviare alla difficile situazione viaria in cui versa il Quartiere, il Direttivo in carica ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione ad utilizzare questi grandi spazi per mettere all’interno delle rotonde nuovi alberelli di ulivo. Questa lodevole iniziativa è stata accolta con tanto amore da parte dei confrati che già si stanno adoperando con amorevoli cure alla crescita delle piantine così come si impegnarono i confrati che ci hanno preceduto; testimonianza sono gli alberi secolari di ulivo ancora esistenti.

 

La Statua del Battista

Della bellissima statua del Battista custodita nella chiesa di San Giovanni Galermo a lui dedicata, sono poche le notizie in possesso. Il Prof. Enzo Maganuso inviato nel 1938 dal Ministero dell’Educazione Nazionale per un sopralluogo nella chiesa, così scrive a riguardo della statua di San Giovanni: scultura intagliata in legno di “ciliegio selvatico”; raffigurante San Giovanni che sostiene un libro che fa da plinto a un libro. Il Santo è seminudo ed è avvolto in una pelle di cammello è opera nobilissima. L’autore è forse un’artista napoletano della fine del ‘600, l’opera è stata dichiarata monumento nazionale. Restaurata da qualche anno ad opera della Soprintendenza ai Monumenti di Catania, risplende nella sua bellezza naturale quando non è coperta dagli ex voto donati dalla pietà popolare.

Il Fercolo

Per quanto riguarda il fercolo: la Confraternita cura la conservazione e la manutenzione della splendida “vara” o fercolo barocco che fa da corona alla tanto venerata statua; il fercolo costruito nel 1720, fù una prima volta restaurato nel 1859. Poi nel 1927 venne corredato dalle ruote, fortificato con assi di ferro. Nel 1967 sono state cambiate le ruote in legno con ruote normali gommate e l’inserimento nella parte inferiore di uno “chassy” in ferro; ed infine l’ultimo restauro completo effettuato nel 1988 con il ripristino della doratura in oro e argento.

La “casa del fercolo” dove viene custodito è stata completamente ristrutturata e rimessa a nuovo proprio in occasione dei grandi lavori di restauro della chiesa parrocchiale.

Alla Confraternita è affidata la custodia del “tesoro del Santo“, i preziosi che adornano la statua, espressione di devozione della pietà popolare lungo i secoli al Santo; degno di nota oltre agli oggetti molto antichi donati da nobili e dal popolino è una bellissima croce di Malta in platino bianca donata da uno dei nobili cavalieri di Malta al Santo, che si può ammirare durante la grandiosa festa celebrata annualmente a San Giovanni Galermo in onore del Santo.

La Confraternita del terzo millennio, è un’Associazione dalle origini radicate nel passato con un cuore pieno d’amore per il Battista e con gli occhi puntati alle generazioni future che avranno il compito non indifferente di continuare a testimoniare il messaggio di Giovanni Battista più che mai attuale oggi, domani e sempre.

 

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